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           GENERATORI  DI  MOMENTI  ANGOLARI  

 

 

 

Questa vuole essere una informativa di esperimenti eseguiti  con successo nel nostro laboratorio di Lugo ( Ra ) Esperimenti sulla variazione di velocità e trasmissione mediante transizioni rotazionali di MOMENTI ANGOLARI, Esperimenti eseguiti non in sintonia con le previsioni della GTR. Cio’ non toglie la validita’dei nostri esperimenti che consigliamo di provare ad interpretarli e seguirli. Analogamente non trovo differenze se non per le dimensioni , le onde emesse dai momenti angolari risultano in watt. 10^24 più grandi della dimensione delle O.G. previste da Einstein.Da notare che le O.G. e i momenti angolari sono generati da masse in accelerazione. A questo punto vorremmo migliorarci e se possibile avere collaborazione per capire la differenza fisica (se esiste) tra onde generate dai momenti angolari associate alle transizioni rotazionali O.G.

C.Tecnico  Cortesi - Super visore  Prof. Capra

  Fino ad oggi l’esistenza di O.G. rimane una pura previsione della GTR. un’onda gravitazionale puo’ essere pensata  come un campo gravitazionale che si propaga, e come tale deve esercitare forze su oggetti dotati di massa, sia che gli oggetti siano carichi elettricamente o no.Nelle interazioni consuete tra particelle elettricamente cariche, man mano che si considerano derivate temporali di ordine superiore le forze tra cariche a riposo descrivono un campo elettrostatico, le forze che dipendono dalla velocita’delle cariche descrivono un campo magnetico, e quando le particelle cariche sono accelerate viene irradiata dell’energia elettromagnetica sottoforma di onde. Queste forze elettromagnetiche hanno solo delle analogie gravitazionali. La forza statica gravitazionale di attrazione fra due masse a riposo differisce dalla GTR solo molto lievemente dalla forza richiesta dalla legge dell’inverso del quadrato di Newton. Infine quando delle masse anziche’ delle  cariche elettriche vengono accelerate l’una relativamente all’altra si ha una perturbazione del campo gravitazionale  con conseguente propagazione della perturbazione che si traduce nell’irraggiamento di energia gravitazionale sottoforma di ( ONDE GRAVITAZIONALI ) o (MOMENTI ANGOLARI  TRAMITE TRANSIZIONI  ROTAZIONALI) I momenti angolari si ricevono con dei rivelatori  (VOLANI) anch’essi in movimento (rotatorio stabile) mediante la funzione INTERAZIONE  GRAVITOCENTRIFUGA. Queste onde in laboratorio vengono emesse da barre di metallo in rotazione attorno ai propri assi che in  accelerazione  creano dei momenti angolari accelerativi emettendo delle transizioni rotazionali che  per la fisica tradizionale sono  (O.G.). Oppure quale nome si potrebbe dare a queste perturbazioni? Oggi in  laboratorio queste onde si possono ricevere mediante rivelatori composti da volani che ruotano a frequenze di circa 20 Hz i quali momenti angolari e-o onde gravitazionali interagendo con il volano rivelatore ne accelerano o decelerano i momenti angolari (INTERAZIONE GRAVITOCENTRIFUGA) Il trasmettitore e’ una semplice barra  di alluminio incernierata nel suo centro, con rotazione  in accelerazione. Certo che è tutto molto semplice  basta provare per convincersi. Certo siamo su dimensioni di 10^24  circa piu’ grandi delle O.G. relativistiche. 

 RAPPORTO ENERGETICO TRA TRASMETTITORE E RIVELATORE   

 Prendiamo un volano con funzione di rivelatore chiuso in un contenitore antimagnetico ed antistatico

VOLANO RIVELATORE

Massa………………………………….........0,012 kg.

Raggio…………………………………........0,03 m.

Frequenza………………………………......20  Hz

I = M * R^2 / 2.........................................( Momento di inerzia del volano )

E=   I*W^2 / 2 = 0,043 J ..........................(Energia  del Volano)

TRASMETTITORE

Parametri del trasmettitore composto da una barra di alluminio incernierata al centro.

Massa ……………………………………...1kg.

Lunghezza ………………………………....0’35m.

Frequenza in accelerazione ………………..da 0a 10 Hz in un secondo

I = M * L^2 / 12  ....................................( Momento d'inerzia della barra )

E =   I*W^2/2 =……………………………14,2 J ( Energia trasmettitore )

14,2 / 0,043 = 333 ( Rapporto fra  l’energia  del trasmettitore e del rivelatore )

   Durante l’accelerazione della barra trasmettitrice l’energia di questa è 333 volte più grande della energia del rivelatore. Le misure vengono eseguite ponendo il trasmettitore ad un metro di distanza dal rivelatore.A questo punto ad ogni accelerazione del trasmettitore il volano rivelatore varia la propria frequenza  di 5*10^-5 di giro in più o in meno, entrambi che ruotino nello  stesso verso o in verso opposto (se ruotano nello stesso verso il rivelatore diminuisce la propria frequenza e viceversa se i volani risultano controrotanti. Se delle masse così piccole, come quelle sperimentali interagiscono apprezzabilmente, masse grandi come il sole i pianeti, ecc. con quale entità interagiranno tra loro?La terra è continuamente soggetta a disturbi astrali .E’ semplicissimo misurare le accelerazioni  e decelerazioni terrestri, essendo noi sulla terra e ne facciamo parte e subiamo con essa tali perturbazioni. Basta prendere un volano farlo ruotare sul piano parallelo allo ' equatore e ci darà tutte le informazioni relative  alle contrazioni terrestri. Tra giorno e notte, tra inverno  ed estate tra perielio  ed afelio. Otterremo delle variazioni massime e minime.Non sò se tali fenomeni  siano interpretabili  con le vecchie leggi fisiche . Ma difronte a nuove ipotesi certe di laboratorio, quale fisico matematico potrebbe tentare  di spigare il motivo di questa(interazione gravitocentrifuga)  che si verifica  in laboratorio con l’accelerazione di masse ruotanti.  .Einstein con Eddington calcolarono l’energia gravitazionale che si irradierebbe da una ipotetica sbarra di alluminio lunga un metro e di 100 kg. , in rapida rotazione intorno  al  proprio centro. Se la sbarra fosse ruotata così velocemente da essere al punto di rompersi per le sollecitazioni centrifughe,l’energia irradiata  (calcolata da Eddington) sarebbe approssimativamente   10^-37 watt che è molto poco, direi nulla,e l'energia rotazionale, sempre secondo i calcoli di Eddington, verrebbe irradiata  completamente  in circa 10^35 anni . Sono certamente valori matematici illogici  irraggiungibili. Certo questi errori dimensionali sono stati fatti perché in quel periodo non potevano conoscere la Interazione Gravitocentrifuga. Se tale sbarra  di m.1  e  100 kg. la facessimo ruotare a soli  10 Hz, lontano dal punto   di rottura otterremmo una energia del momento angolare capace di     accelerare  o decelerare  di circa 1/20 di  Hz  il volano rivelatore. Qui siamo su valori reali ottenuti nel nostro laboratorio scoprendo la vera dimensione delle O.G.  ove la loro vera dimensione risultando in Watt.10^24  più grandi delle O.G.  relativistiche

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     Foto N.1 Pag. 16                                      Foto N2   Pag. 16

   Generatore di Momenti Angolari          Esperimenti con Rivelatore Appeso

   Manuale con Barra Cilindrica 

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INDICE  ARGOMENTI

1

 

Esperimenti sulla interattività  Centrifuga della rotazione terrestre e la rotazione di volani

2

 

Esperimenti con volani inseriti in contenitori antimagnetici

3

 

Variazioni di Peso sulla terra tra giorno e notte Come e perchè si creano i CICLI CIRCADIANI

4

 

Volani controrotanti

5

 

Schema di principio del ricevitore di Momenti Angolari e delle Onde Centrifughe  

6

 

Volani in contenitori antimagnetici esposti alle radiazioni solari

7

 

Calcolo delle accelerazioni decelerazioni di un volano a 45° di latitudine nord

8

 

Ricezione via etere di onde accelerative di Momenti Angolari   (O.C.)

9

 

Come si formano le MAREE   la Gravità non partecipa non esiste è una forza fittizia

10

 

Brevetti

11

 

Trasduttore di Momenti Angolari  probabili O.G. in variazioni Elettriche

12

 

Antenna Gravitocentrifuga per la ricezione dei Momenti Angolari (O.C.)   

13

 

Che cosa è l' Interazione Gravitocentrifuga

14

 

Misuratore lunghezza d'onda dei Momenti Angolari  (O.C.)

15

 

Interazione gravitocentrifuga tra un pendolo di Foucault e un volano

16

 

Generatore di Momenti Angolari = Onde Centrifughe     

17

 

Fotoni interagenti con volani 

18

 

Approfondimento parametri momenti angolari

 

 

 

 

 

 

 

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