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FOTONI  INTERAGENTI CON  VOLANI  

 

Esperimenti eseguiti con dei laser, con radiazioni solari e con fasci molto stretti di luce bianca si è convogliato le radiazioni  con sistemi rotatori, e proiettati in senso orario e antiorario verso il rivelatore, formato da un volano chiuso ermeticamente in  un contenitore antimagnetico e antistatico,e con una fotocellula in grado di prelevare le variazioni accelerative e decelerative del volano medesimo. Si è preso un laser della potenza di 30 mW. e tale radiazione ricca di fotoni  vengono in certo qual  modo proiettati all'esterno del contenitore contenente il  volano rivelatore al suo interno.  Ottenendo l'effetto della Interazione Gravitocentrifuga come i trasmettitori delle transizioni rotazionali create dai  momenti angolari di volani a barre in rotazioni accelerativa. In questi esperimenti  con la proiezione dei fotoni il risultato dell'Interazione Gravitocentrifuga ,  risulta come intensità all'energia creata dai momenti angolari della materia in rotazione accelerativa .  Facendo intuire che per ricevere i momenti angolari tramite transizioni rotazionali  provocate da masse o da fotoni in movimento rotatorio anche i rivelatori per percepire tali onde devono anch'essi essere in movimento rotatorio con velocità stabile, altrimenti non si genera l'Interazione Gravitocentrifuga.La proiezione dei fotoni viene eseguita con degli specchi girevoli  colpiti   da un raggio laser creando così  una emissione di luce, di senso circolatorio(orario e antiorario) che colpendo l'esterno del contenitore del  volano rivelatore, interagisce tramite  la Interazione Gravitocentrifuga, rivelando così il senso di rotazione dell'onda ricevuta, la potenza ecc. Anche in questo caso le onde del momento angolare dei fotoni sono di tipo circolare e rispettano  perfettamente il senso della Interazione Gravitocentrifuga. Se viene emesso una (transizione rotazionale)generata dal momento angolare di senso  orario, il volano rivelatore anch'esso di rotazione oraria, diminuisce la propria centrifuga, se invece l'emissione è di senso controrotante il volano rivelatore ne aumenta la propria centrifuga. Certo che se non vogliamo chiamare le onde emesse dai momenti angolari ( O.G.) dobbiamo ammettere che vi è una  analogia perfetta con le transizioni rotazionali. Tutte e due vengono emesse da masse in movimento accelerativo, da masse fisiche e da fotoni associati a raggi luminosi .Il rivelatore dei momenti angolari è un volano in rotazione costante, al sopraggiungere della transizione rotazionale generata dal momento angolare del trasmettitore che interagisce con il momento angolare del volano rivelatore, accelerandolo o decelerandolo tramite (l'interazione Gravitocentrifuga).Anche le onde gravitazionali previste da Einstein sono provocate da masse in rotazione accelerativa. (Gli esperimenti confermano (che per ricevere onde di energia da masse in movimento,il rivelatore deve essere anch'esso formato da una massa in movimento), (in questo caso rotatorio).Nell'universo gli astri che sono di materia e tutti in rotazione attorno ai propri assi, interagiscono tra di loro coi propri momenti angolari,  (che risultano essere le vere O.G.)  sia in avvicinamento ed in allontanamento.La scienza ufficiale ha utilizzato fino ad oggi una serie di apparecchiature con  amplificatori anche risuonanti abbinati  a masse cilindriche di alluminio statiche,oggi anche con iterferometri con laser non ottenendo alcun risultato.Purtroppo ancora oggi ci si ostina a credere in teorie costruite senza prove ontologiche e purtroppo stiamo perdendo (spazio tempo). Come .     ho già scritto. Newton  ed  Einstein non conoscevano questo nuovo fenomeno è la novità di  oggi (scoperta nel nostro laboratorio). Semplice  tutti gli astri sono circolari ruotano attorno ai propri assi creano  ( momenti angolari O.G. ) e tramite tali onde gravitazionali tutti gli astri dell'universo interagiscono tra loro.Il perché come abbiamo gia visto nel caso nostro il rivelatore trasduttore è formato da un volano in rotazione che interagisce solo con segnali (onde) emesse da masse in movimento accelerative.Solo in questo caso avviene l'interazione  tra materia e materia. I sistemi  usati fin'ora  come rivelatori di O.G. si sono verificati  non idonei, probabilmente perché si stà cercando onde dimensionalmente irrangiungibili , diciamo inesistenti calcolate da Einstein in watt. 10^-29 . Penso a questo punto si debba usare un di buona logica,Tali O.G. se esistessero non servirebbero a nulla  non avrebbero la possibilità di interagire con nulla nemmeno con l'elettromanetismo figuriamoci poi con la materia.Visto che le dimensioni reali   delle O.G.  usate nel nostro laboratorio risultano in watt.10^24 più grandi delle O.G. relativistiche, e per riceverle e trasmetterle occorrono rivelatori semplici di nuova concezione, mediante trasduttori e rivelatori basati su masse in rotazione aprendo cosi nuove prospettive reali. 

Primi  Esperimenti

1)Facciamo in modo di captare la radiazione solare su uno specchio reso girevole per dirigere la riflessione luminosa con mo to  rotatorio  circolare di senso orario od antiorario ,a seconda dei casi. Proiettiamo tale radiazione così elaborata all'esterno   di  un  contenitore con  all'interno un volano in  rotazione costante  sul  medesimo piano di  rotazione del volano  medesimo  racchiuso in un contenitore antimagnetico.(come primo esperimento)poi direttamente sul volano senza protezione.Noteremo un  leggero aumento del  fenomeno come intensità, ma fisicamente coerente al principio  Gravitocentrifugo. Tale radiazione  interagisce accelerando o decelerando  il momento angolare del volano rivelatore colpito dalla radiazione. Questo in funzione della fase di rotazione del volano medesimo, colpito dalla radiazione solare proiettata dallo specchio girevole il  quale volano accelera o decelera i propri giri  in funzione delle fasi di rotazione tra  rotazione dello  specchio e  rotazione del volano, vedi (Interazione Gravitocentrifuga).Come visto  tale interazione la si ottiene anche creando accelerazioni con delle masse in rota zione accelerativa.  Praticamente  vi sono leggere differenze  energetiche tra i momenti angolari generati da masse in rotazio  ne accelerativa e i momenti angolari generati dai (fotoni) con radiazioni luminose rese circolari . Le differenze energetiche si ottengono aumentando le potenze dei momenti  angolari delle masse in accelerazione e della potenza della luce  ultravioletta proiettata..  

  2) Con degli artifici meccanici, un fascio  luminoso lo proiettiamo al centro di una parabola ,  la  quale viene fatta  ruotare attorno a sé stessa in modo tale che la parabola ruotando faccia ruotare il fascio luminoso  incidente, di senso orario o  anti       orario (a seconda necessità),  Poi uno specchio posto sopra alla parabola proietta  verso al rivelatore la radiazione luminosa    in  rotazione ,col proprio momento angolare e come tale interagirà col momento angolare del  volano rivelatore, come avvie ne con i momenti angolari generati da materia  in rotazione accelerativa,  facendo variare la velocità dei giri  del  volano rive latore  interessato.A questo punto possiamo dire che i momenti angolari generati dai fotoni in rotazione il livello energetico è più  o meno simile  all'energia dei momenti angolari generati da masse in rotazione accelerativa e si comportano esattamente uguali e ubbidiscono alla Interazione Gravitocentrifuga

VENIAMO AI FATTI

Per eseguire una prova pratica inconfutabile della interattività tra fotoni con dei volani, è sufficiente una prova semplicissima. Si prende un volano e lo si posiziona senza schermo protettivo e lo si alimenta  normalmente, giunto    alla velocità di stabilizzazione,prendiamo una piccola sorgente di luce ultravioletta e direttiva., proiettiamo su uno specchio in rotazione (a qualche metro di distanza) il quale riflette proiettando lo spot ultravioletto di senso rotatorio orario od antiorario sul volano rivelatore e nel medesimo piano di rotazione del medesimo. Se la proiezione  ultravioletta colpisce il  volano rivelatore tangenzialmente con   rotazione di ugual senso ne farà diminuire i propri giri: Se la proiezione della radiazione colpisce il  volano con rotazione contraria alla rotazione del volano rivelatore come tale aumenterà i propri giri ubbidendo  anche in questi casi alla Interazione Gravitocentrifuga. Come abbiamo già osservato questo risultato lo si ottiene anche accelerando delle masse in rotazione ed otteniamo anche in questo caso delle accelerazioni e decelerazioni del volano rivelatore provocate dalle fasi di rotazione tra trasmettitore e ricevitore, ottenendo la Interazione Gravitocentrifuga. Cosa succede all'esterno di una massa in rotazione tramite la sua forza centrifuga, che cosa esce , sicuramente delle particelle sottoforma  di onde creando momenti angolari,(Onde Gravitazionali,) che interagiscono con i   Fotoni. Potrebbe essere una prova  a dimostrazione che i fotoni interagendo con i volani dimostrano una certa appartenenza  comportamentale  alla  materia.

 

SPECCHIO  GIREVOLE  PER LA PROIEZIONE  DELLA LUCE  LASER

  SOLARE ULTRAVIOLETTA VERSO IL  CONTENITORE  APPESO CON

 DENTRO IL VOLANO RIVELATORE  IN  ROTAZIONE  COSTANTE 

 

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INDICE  ARGOMENTI

1

 

Esperimenti sulla interattività  Centrifuga della rotazione terrestre e la rotazione di volani

2

 

Esperimenti con volani inseriti in contenitori antimagnetici

3

 

Variazioni di Peso sulla terra tra giorno e notte Come e perchè si creano i CICLI CIRCADIANI

4

 

Volani controrotanti

5

 

Schema di principio del ricevitore di Momenti Angolari e delle Onde Centrifughe  

6

 

Volani in contenitori antimagnetici esposti alle radiazioni solari

7

 

Calcolo delle accelerazioni decelerazioni di un volano a 45° di latitudine nord

8

 

Ricezione via etere di onde accelerative di Momenti Angolari   (O.C.)

9

 

Come si formano le MAREE   la Gravità non partecipa non esiste è una forza fittizia

10

 

Brevetti

11

 

Trasduttore di Momenti Angolari  probabili O.G. in variazioni Elettriche

12

 

Antenna Gravitocentrifuga per la ricezione dei Momenti Angolari (O.C.)   

13

 

Che cosa è l' Interazione Gravitocentrifuga

14

 

Misuratore lunghezza d'onda dei Momenti Angolari  (O.C.)

15

 

Interazione gravitocentrifuga tra un pendolo di Foucault e un volano

16

 

Generatore di Momenti Angolari = Onde Centrifughe     

17

 

Fotoni interagenti con volani 

18

 

Approfondimento parametri momenti angolari

 

 

 

 

 

 

 

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